Silvia Camporesi
Paesaggio inverso
Silvia Camporesi esplora il confine tra realtà e finzione ricreando fotograficamente luoghi inaccessibili. Non potendo riprendere Fabbriche di Careggine, paese sommerso nel Lago di Vagli, lo ha ricostruito in scala 1:25 fotografandolo in tre fasi: sommerso, in emersione ed emerso. Per la città romana sommersa di Baia ha invece ricreato i fondali in un acquario usando statue in miniatura. In entrambi i casi assistiamo a una forzatura del paesaggio e a una manipolazione che guida la nostra percezione. Questa alterazione si intreccia con i limiti della fotografia: l’artista ne mette in discussione la fedeltà al reale, svelando l’ambiguità attraverso dettagli minimi e una messa in scena consapevole.











