Beautiful Country

© Kourtney Roy

Statement Renata Ferri

Tornare a guardare ciò che abbiamo intorno a noi. Riconoscere i segni del tempo, scoprire le sfumature — anche le più impercettibili, quelle che sfuggono alla realtà, ma che la fotografia sa cogliere e consegnare alla memoria. Osservare è un atto che ci definisce, in esso si riflettono la nostra storia, il sapere e il sentire, emozioni e ricordi. In ogni visione si riversano frantumi di autobiografie.

In questo tempo infestato d’immagini, Beautiful Country invita all’osservazione per essere maggiormente consapevoli del mondo che ci circonda, del suo fragile equilibrio a cui siamo fatalmente connessi. È da questi pensieri che nasce l’architettura della nuova edizione del Festival Internazionale di Fotografia di Cortona, dedicata al racconto dell’Italia degli ultimi decenni, un atlante incompleto, poiché l’osservare è per sua natura infinito. Un viaggio di viaggi, dove le fotografie diventano tappe di un’indagine — ora spontanea, ora minuziosa — sull’identità visiva e culturale del Paese.

Autrici e autori italiani e internazionali dialogano in una doppia visione che coniuga lo spirito del Grand Tour con la profondità dell’inchiesta contemporanea. Più di trenta esposizioni, confronti generazionali e una grande mostra collettiva, esplorano l’Italia nella sua complessità in cui inevitabilmente nella meraviglia s’innesta il disincanto.

E dunque, questo Paese che amiamo e vogliamo proteggere, ancora una volta assegna alla fotografia la missione poetica di perlustrare lo spazio, ora coltivando lo stupore della scoperta, ora inventando altri mondi per generare suggestioni e riflessioni.

All’interno del festival prende vita Peninsula, una committenza che coinvolge dieci artisti di una generazione – grata della lezione dei maestri del mitologico Viaggio in Italia del 1984 – interessata a misurarsi con territori definiti e liminali del paesaggio contemporaneo.

Con Beautiful Country, il Festival Internazionale di Fotografia di Cortona propone un’esperienza collettiva per condividere storie, immagini e pensieri, ma anche un’ulteriore occasione d’indagine sull’attuale capacità della fotografia di registrare e restituire realtà e rappresentazione, attraverso linguaggi che continuano a invitarci all’avventura del guardare.

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