Fotografi per Medici senza frontiere

La testimonianza pubblica fa parte del DNA di Medici Senza Frontiere (MSF), organizzazione medico-umanitaria che fornisce soccorso alle popolazioni colpite da conflitti, epidemie, catastrofi naturali o escluse dall’assistenza sanitaria. Per questo è da sempre attenta alla fotografia quale mezzo espressivo per raccontare la realtà in cui opera, anche con l’obiettivo di denunciare le ingiustizie di cui è testimone. L’anno scorso, in occasione dei sui 50 anni, MSF ha deciso di lanciare, insieme a Cortona On The Move l’open call per giovani fotografi dal titolo Storie di Umanità. Fotografi per Medici senza Frontiere rivolta a fotografi amatoriali e professionisti residenti in Italia di età compresa tra i 18 e i 30 anni al fine di promuovere una riflessione collettiva sul nesso tra fotografia e solidarietà e umanità.
Sono stati 221 i partecipanti, tre i vincitori selezionati e una la menzione speciale assegnata dalla giuria. I tre vincitori Yarin Trotta del Vecchio, Filippo Taddei e Giuliano Lo Re sono stati premiati alla COTM Awards Night dell’edizione 2021 e nei mesi successivi hanno svolto un lavoro di reportage con MSF che viene presentato in anteprima alla nuova edizione di COTM 2022.

Yarin Trotta del Vecchio
Shifting Sands – L’oblio dei migranti del Sahara

Yarin Trotta è stato in Niger, paese che è recentemente passato da terra di transito ad ultima frontiera prima del Mediterraneo per i migranti che tentano di arrivare in Europa. Ad Agadez, Yarin ha documentato le condizioni di vita delle tante persone bloccate in una situazione in assenza di diritti e di precarietà sia economica che alimentare e dove MSF fornisce principalmente supporto psicologico e kit di prima necessità.

Giuliano Lo Re
RIP: Rest in Pieces

Nel cuore del Mediterraneo, a 1300 km di distanza l’una dall’altra, Lampedusa e Lesbo condividono lo stesso destino: essere il capolinea della rotta migratoria che vede ogni anno decine di migliaia di persone avventurarsi in un drammatico viaggio alla ricerca della terra promessa. Attraverso le sue immagini, Giuliano Lo Re racconta l’oblio, la paura e la solitudine con cui si confrontano le persone costrette a vivere a tempo indeterminato su queste isole, dove MSF opera per fornire cure mediche e supporto psicologico.

Filippo Taddei
Nel mare ci sono coccodrilli

Dal 2014 iI Mediterraneo Centrale e la rotta migratoria più letale al mondo. Solo nel 2021 sono stati registrati 2.048 migranti scomparsi (IOM). In assenza di presenza governativa, gli unici attori attivi nelle Search&Rescue Areas sono le ONG con le loro barche, tra cui la Geo Barents di MSF. I soggetti del racconto di Filippo Taddei sono i salvatori ed i salvati, braccia che si stringono con tutta la loro forza per colmare un confine invisibile, fatto di onde.