Cortona On The Move AlUla

La prima edizione di Cortona On The Move AlUla è stata lanciata nel febbraio 2022 ad AlUla, in Arabia Saudita, in collaborazione con Arts AlUla, parte della Royal Commission for AlUla. Dopo il successo del festival – che ha visto le fotografie di 19 artisti internazionali esposte in luoghi all’aperto nell’Aljadidah Village, l’emergente distretto artistico di AlUla – una residenza d’artista di 21 giorni ha invitato tre fotografi sauditi e tre europei (olandese, italiana e slovacco) a creare opere ispirate al ricco patrimonio e alla cultura di AlUla. I mentori – Kholood AlBakr, François Hébel, Nathalie Herschdorfer, Corinne Noordenbos, Arianna Rinaldo e Gaia Squarci – hanno guidato i sei fotografi sia a distanza che di persona con masterclass e sessioni di formazione. I lavori prodotti sono esposti all’edizione 2022 di Cortona On The Move.

“La sfida è stata quella di produrre un lavoro significativo in un contesto carico di significato come quello di Alula, senza cadere nelle trappole del pittoresco o dell’agiografia fotografica. Gli artisti sono stati liberi di scegliere il loro approccio e hanno avuto a disposizione l’esperienza, la conoscenza e la guida dei mentori.” Paolo Woods

Hussain AlSumayn
Wrinkles

Il rapporto degli esseri umani con l’ambiente non è solo una relazione spirituale. È una questione genetica che mette in simbiosi la natura dell’ambiente con la sua gente. Per il suo progetto Hussain AlSumayn ha fotografato gli abitanti di AlUla e le montagne che circondano la città, rivelando le somiglianze tra le forme dei paesaggi e le caratteristiche umane. Ha documenato come, con la vecchiaia, le “rughe” delle persone arrivino ad assomigliare a quelle della natura.

Hussain AlSumayn (1992, Dammam, Arabia Saudita) è un fotografo e videomaker, nel 2019 ha creato il primo Phone Photography Tour in Arabia Saudita.

Huda Beydoun
A Disparate Familiar

Inizialmente Beydoun era titubante sul progetto da svolgere ad AlUla: visivamente era al polo opposto rispetto a ciò con cui era abituata a lavorare. Tuttavia ha cercato di capire ciò su cui si poteva concentrare: le persone, lo spazio e le usanze nascoste che governano entrambi. L’intento del progetto è stato quindi creare un ponte tra il familiare e il nuovo. Durante la ricerca, Beydoun si è imbattuta in Madrasat AdDeera, una scuola di artigianato femminile. L’esperienza vissuta fotografando le donne di quella scuola ha plasmato gran parte del lavoro di Beydoun.

Huda Beydoun (1988, Jeddah, Arabia Saudita) è un’artista visiva, dipinge e lavora con tecniche multimediali miste e con la fotografia.

Martin Kollár
Objects in Mirror Are Closer Than They Appear

Per Martin Kollár, l’incontro con la cruda fisicità del deserto è un’esperienza affascinante. Ad AlUla scopre il deserto come un deposito di tutto ciò che è scartato, conservato e rimasto intatto, dove le mappe incise nelle arenarie millenarie coesistono con i graffiti del passato. Oggetti abbandonati nel deserto si trasformano in un futuro magazzino archeologico.

Martin Kollár (1971, Zilina, Slovacchia) ha esposto il suo lavoro in istituzioni internazionali, tra cui il Brooklyn Museum di New York, il Museo d’arte di Tel Aviv e il Musée de l’Elysée di Losanna.

Hayat Osamah
Fast – Paced

Il soggiorno ad AlUla ha cambiato la prospettiva di Hayat Osamah su tante cose. È arrivata da Riyadh con un’idea da elaborare ma, in realtà, è stata logorata dalla difficoltà nel realizzarla. Poi, durante la residenza, più osservava, più si rendeva conto di cosa fosse urgente tenere sotto controllo: la gente, il cambiamento e come questo influenzerà i comportamenti delle persone. Una delle esperienze più belle che ha vissuto è stato ricevere la fiducia, la generosità e l’ospitalità di un poeta di nome Falah Ameed Al Khamali, che vive nella sua tenda a ore di distanza dai cambiamenti e dai rumori della civiltà.

Hayat Osamah (1993, Jeddah, Arabia Saudita) è un’artista, fotografa e regista saudita con sede a Riyadh. Ha collaborato con importanti pubblicazioni mondiali, tra cui Vogue, Vogue Arabia e GQ Middle East.

Eleonora Paciullo
المرأة(Almar’a)

Eleonora Paciullo ha intitolato il suo progetto المرأة (Almar’a), che significa “donna” in arabo, alle donne saudite che ha incontrato ad AlUla. Il suo desiderio di conoscere meglio queste donne deriva dal suo interesse per la scoperta di nuove culture e tradizioni riguardanti la vita delle donne. Le fotografie scattate durante la residenza artistica ad AlUla rappresentano i suoi incontri e le sue impressioni sulle donne di AlUla.

Eleonora Paciullo (1993, Torino, Italia) è fotografa, book designer e photo-editor della rivista The Light Observer.

Awoiska van der Molen
Under Land

La fotografia di Awoiska van der Molen nasce dal suo desiderio di penetrare nel cuore del mondo isolato in cui fotografa. Per creare le sue immagini ritorna al territorio nativo dell’uomo: la natura incontaminata con il suo ritmo naturale. Racconta l’autrice: “Ho sperimentato questo spazio primordiale camminando nel deserto e nelle oasi di AlUla. Accecata dal sole e dalle notti più buie, sono entrata nel mondo liquido che un tempo questo deserto era”.

Awoiska van der Molen (1972, Amsterdam, Paesi Bassi) è un’artista visiva il cui strumento principale è la fotografia. Ha pubblicato i libri The Living Mountain (2020), Blanco (2017) e Sequester (2014).

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