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The Red Road Project

I nativi americani costituiscono appena l’1% della popolazione americana e subiscono una sorta di segregazione forzata agli ultimi posti della società. Per più di un secolo sono sopravvissuti ad alcuni degli eventi più orribili della storia del Paese, tra cui il genocidio culturale.

La cosiddetta “era dei collegi” iniziò alla fine del 1800, con istituti pensati per assimilare i nativi americani alla cultura euro-americana, offrendo al tempo stesso un’istruzione di base. Il motto era “uccidete l’Indiano, ma salvate l’uomo”. I bambini nativi venivano prelevati dalle loro case e sottratti alle famiglie, costretti a tagliarsi i capelli, parlare inglese e abbandonare i vestiti tradizionali. Venivano duramente puniti se esercitavano una qualsiasi delle loro tradizioni o parlavano la loro lingua madre. Negli anni ‘70, migliaia di bambini indigeni venivano ancora iscritti ai collegi. Generazioni intere di nativi che hanno frequentato quelle scuole sono rimaste vittime di immensi traumi dovuti ad abusi, negligenze e separazione dalla propria famiglia e cultura. Ciò ha portato a tassi elevati di suicidio, abuso di sostanze e alcool, violenze sessuali e disparità dal punto di vista sanitario.

Si sentono spesso i nativi americani dire che stanno percorrendo “la strada rossa”, che viene identificata come la direzione verso un cambiamento positivo, contrariamente a tutti i problemi circostanti con cui spesso, ancora oggi, si lotta. Lo scopo di The Red Road Project è esplorare il rapporto tra la cultura tradizionale dei nativi americani e l’identità delle popolazioni tribali odierne.

Carlotta Cardana

Carlotta Cardana (1981, Verbania, Italia) è una fotografa italiana che si occupa di ritratti e documentaristica, residente a Londra. Dopo aver conseguito una laurea in Belle Arti e un diploma in fotografia, ha vissuto in Argentina e a Città del Messico, dove ha iniziato a lavorare come fotografa editoriale freelance.
Danielle SeeWalker è l’autrice dei testi. La nonna di Danielle da bambina aveva frequentato un collegio e faceva parte dell’ultima generazione che parlasse correntemente la lingua Lakota.