ClaudioCerasoli

L’Oro di Gondo Claudio Cerasoli

Gondo è un piccolo paese di frontiera che si trova sul confine tra Italia e Svizzera, lungo la strada del Sempione che va da Milano a Brig. La storia di questo luogo è legata all’oro.

I primi segni di estrazione aurifera risalgono ai romani ma la vera e propria corsa all’oro inizia nel 1600 grazie al Barone Stockalper, che sfruttò più di 20 filoni auriferi costruendo una serie di miniere. Ai tempi l’estrazione era fatta manualmente con martelli e chiodi. Alla caduta del Barone Stockalper le miniere vennero abbandonate per più di un secolo fino a quando non vennero acquistate dalla Société anonyme des Mines d’or di Parigi. Questa società modernizzò il sistema di estrazione e dai 100 dipendenti all’inizio nel giro di pochi anni arrivò a impegnarne più di 500. Si arrivò ad estrarre più di 40 grammi d’oro al giorno e nel periodo tra il 1892 e il 1897 vennero estratti più di 33 kg d’oro. Parte di questa produzione venne utilizzata per coniare 29 GondoGoldvreneli (oggi ricercatissimi: nel 2009 ne venne acquistato uno per circa 60mila euro). Dopo il 1897 l’estrazione divenne insostenibile e le miniere vennero chiuse.

Da un anno però è iniziata una nuova “corsa all’oro”. Questa volta si tratta di un nuovo tipo di oro: le criptovalute (bitcoin, ethereum, monero). La società che ha creato questa “miniera” è stata fondata da giovani ragazzi del luogo (in totale circa 10 persone). Nella “miniera” avviene l’estrazione di criptovalute sia per la società che per clienti. L’attività di estrazione viene svolta con delle schede video (GPU) che effettuano dei calcoli matematici che permettono, in determinate condizioni, di trovare le criptovalute. In questa miniera sono attive circa 100 macchine.

In entrambi i casi sono state le particolari condizioni ambientali di Gondo a rendere possibili questi due tipi di attività. Se da un lato la particolare composizione delle rocce ha permesso la formazione di filoni d’oro e quindi la possibilità di scavare in miniera, dall’altro le basse temperature tipiche di questa zona di montagna e l’accesso a una rete elettrica a basso costo (nello specifico energia idroelettrica) hanno reso Gondo un luogo ideale per attività di mining di criptovalute.

Ultimo parallelismo possibile è la terminologia. Sia per l’oro che per le criptovalute il termine inglese che indica queste attività è mining mentre coloro che le effettuano vengono chiamati in entrambi i casi miner. Utilizzando documenti storici, fotografie del paesaggio di Gondo, della miniera di criptovalut e di oggetti storici custoditi nel museo dell’oro di Gondo, questo lavoro propone una lettura su diversi livelli di questo borgo, della sua storia e del suo futuro.

Progetto

L’Oro di Gondo di Claudio Cerasoli

Tipo

15 stampe montate su forex in cornice

Dimensioni

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Allestimento

I materiali testuali vanno stampati a carico dell’organizzazione ospitante. Si provvede all’invio dei testi introduttivi, biografia e didascalie in italiano e in inglese.

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