Il fotografo australiano, in mostra a COTM2017 e oggi finalista al World Press Photo 2018, si racconta in un’intervista ai raggi x.

 

1. Presentati con qualche immagine.


© Adam Ferguson

 

2. I tuoi piani per domani.

Scrivo da un aereo che atterrerà in Nigeria, quando uscirò dall’aeroporto sarà già domani. Dormirò sei ore in un hotel e poi tornerò in aeroporto e prenderò un altro aereo per il Nord della Nigeria.

 

3. Tre tappe importanti della tua vita.

  • La nascita della mia sorellina
  • Cavalcare un’onda per la prima volta
  • La copertina di Time Magazine nel 2009, con una foto scattata in Afghanistan.

 

4. L’ultima foto che hai postato su Instagram.

La fotografia di un’esplosione controllata in una miniera di minerale di ferro, che ho scattato nella regione di Pilbarra, nell’Australia dell’ovest. L’immagine risale all’anno scorso, ma fa parte di un progetto a cui sto lavorando tuttora in Australia. Il progetto ha vinto il premio Pictures of the Year International, e quindi l’ho postata.

 

5. L’ultimo aereo che hai preso.

Mi sa che ho già risposto! Passo davvero troppo tempo in aereo. Il volo prima di questo l’ho preso ieri – da New York a Istanbul.

 

6. Un progetto fotografico che avresti voluto realizzare tu.

War Sand di Donald Weber. Weber prende il paesaggio attuale e crea una narrativa con i rimasugli microscopici della seconda guerra mondiale, e giustappone i due con immagini della cultura popolare che raccontano il D-Day, lo sbarco in Normandia. Crea una meravigliosa narrativa sulla guerra, sulla fotografia e sulla rappresentazione.

 

7. Se non fossi un fotografo, saresti…

Probabilmente uno scrittore o un poeta. Mi piace sentirmi indipendente e creare lavori che permettano di intravedere la condizione umana. Do molto valore alla comunicazione. Però se potessi tornare indietro inseguirei solo l’arte, è qualcosa che ora sento molto di più del giornalismo.

 

8. Oltre la fotografia: tre suggerimenti.

  • 1984 di George Orwell
  • OK Computer dei Radiohead
  • Lancia il dado di Charles Bukowski

 

9. ONTHEMOVE significa…

Scoprire qualcosa che mi fa sentire coinvolto e buttarmici a capofitto, qualcosa di fugace ma potente, come un istante immortalato in una fotografia.

 

 

Adam Ferguson (1978) è nato e cresciuto nella zona del New South Wales, in Australia, e ha studiato fotografia al Queensland College of Art, Griffith University. Dopo la laurea si è imbarcato come membro dell’equipaggio su una barca a vela, tra i Caraibi e il Mediterraneo, risparmiando soldi per lanciare la sua carriera fotografica.
Il lavoro di Ferguson ha cominciato ad avere risonanza nel 2009, grazie ad un progetto di lunga durata sulla guerra USA in Afghanistan. Continua a lavorare in giro per il mondo, ritraendo il conflitto e la guerra; tra le varie testate a cui ha contribuito figurano il New York Times, Time Magazine e National Geographic.
Negli anni si è aggiudicato premi e menzioni da World Press Photo, Pictures of the Year International, Photo District News, National Portrait Gallery of Australia, American Photography. Le sue fotografie sono state incluse in mostre personali e collettive in tutto il mondo.
Vive a Brooklyn, New York. Al momento sta lavorando su due monografie: un diario di guerra sul periodo trascorso in Afghanistan e un’analisi sulle identità locali australiane contemporanee.

kublaiklan

kublaiklan

kublaiklan è un collettivo che realizza progetti curatoriali, educativi e di comunicazione in ambito fotografico. I membri (Rica Cerbarano, Francesco Colombelli, Laura Girasole, Aleksander Masseroli Mazurkiewicz e Marco Spinoni) si sono conosciuti nell'ambito del Festival internazionale di fotografia Cortona On The Move.