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Intervista ai volontari del festival - Cortona On The Move
Una chiacchierata con tre volontarie delle passate edizioni di Cortona On The Move, che ci hanno raccontato cosa vuol dire costruire un festival, i ricordi più belli e i motivi per tornare.

 

Ciao ragazze! Come state? Che state facendo al momento? Novità?

Alice: Io mi sono laureata! Adesso sono al primo anno magistrale di Development and International Cooperation. Poi tutto come al solito, faccio volontariato e lavoro come cameriera.

Marica: Anch’io lavoro in un bar, intanto continuo i miei studi all’Accademia di Belle arti di Brescia.

Laura: Io invece sono sempre a Torino. Lavoro per Paratissima, una fiera d’arte contemporanea, per la quale curo la comunicazione e la parte dedicata alla fotografia.

 

Ci fa piacere sentire che va tutto bene! Vogliamo farvi qualche domanda sulla vostra esperienza di volontarie a Cortona On The Move. Alice, tu sei una volontaria storica.

Alice:  Già, ho partecipato fin dalla prima edizione, da quando avevo 16 anni. Mio padre conosce Carlo Roberti, primo direttore artistico del festival e promotore del Toscana Photographic Workshop. Cercavano volontari per la prima edizione del festival e mi ci sono buttata.

 

Laura, Marica, e voi? Come avete conosciuto Cortona On The Move?

Laura: Io tramite Antonio Carloni, il direttore del festival, che è stato mio docente a un corso per curatori di arte contemporanea a cui ho partecipato.

Marica: Anch’io ne sono venuta a conoscenza in ambito universitario. Un mio professore, Marco Ceccaroni, ci ha parlato di questa realtà e ci ha proposto di prenderne parte per un periodo.

 

© Erdiola Mustafaj

 

Per voi due è stata la prima esperienza a Cortona. Quali erano le vostre aspettative?

Laura:  Avevo già partecipato a PhEST, il festival di fotografia di Monopoli, quindi sapevo più o meno cosa mi aspettava. Volevo mettermi alla prova in un contesto più “estremo”: volevo sporcarmi le mani, lavorare a ritmi incalzanti, vivere la pressione e lo stress.

 

Detto così sembra un’esperienza intensa!

Laura: Ma ne vale davvero la pena! Io voglio diventare curatrice, quindi per me Cortona è stata una palestra incredibile, mi ha dato un modus operandi meraviglioso. Lo staff è molto aperto a condividere le conoscenze, un aspetto molto vantaggioso per chi vuole imparare, e per niente scontato, non tutte le realtà sono così.
Avere la possibilità di vedere come lavora Arianna è un’occasione unica, capire in che modo abbina le mostre alle location, in che modo dispone le foto…

Marica: Anch’io sono rimasta colpita dalla cura con cui vengono realizzate le mostre. Mi rendo conto che adesso, quando vado a vedere altre mostre, sono attenta a tutti i dettagli.
Prima di partire mi aspettavo di imparare qualcosa di nuovo, soprattutto sugli allestimenti, non avendo mai fatto esperienze di questo tipo. Così è stato, ma è stato anche molto di più: è stata un’esperienza che mi ha aiutato nell’affrontare progetti personali, ogni mostra mi ha dato stimoli nuovi, ho conosciuto e approfondito autori che non conoscevo. Avere a che fare con così tante immagini ti stimola positivamente. Inoltre puoi condividere le tue riflessioni con persone che hanno la tua stessa passione.

Alice: È un’esperienza molto intensa, ti dà tanto, anche se non lavori in campo fotografico. Io, ad esempio, non mi ritengo dell’ambiente della fotografia. Quando ho iniziato avevo 16 anni, volevo entrare in un mondo più adulto, volevo buttarmi in un’esperienza completamente nuova e mi sono immersa in questa realtà per un mese.

 

E hai trovato quello che cercavi?

Alice: Decisamente! Mi ha aperto un universo, mi ha arricchito, mi ha responsabilizzato molto, È stata un’esperienza talmente forte che quando sono tornata non riuscivo a parlare d’altro!
È stata anche la mia prima esperienza con il mondo del lavoro. Torno di anno in anno e le responsabilità aumentano, perché le persone contano su di me. È un’esperienza che mi ha dato una prospettiva diversa e mi ha fatto capire che ci sono cose per cui vale la pena di farsi un mazzo tanto.
Decidere di tornare ogni estate significa che qualcosa c’è, e ci sono tante persone con cui spartire le cose belle di questa esperienza.

 

© Erdiola Mustafaj

 

È vero, a Cortona si spartisce tanto: si sta insieme 24 ore su 24, 7 giorni su 7, si crea un gruppo solido, e non mancano litigi e discussioni. Si sono create amicizie? V tenete in contatto?

Marica: Certamente! Ho un gran ricordo delle persone con cui ho condiviso questa esperienza, si sono creati legami molto forti. Questo vale sia per lo staff che per gli ospiti. È davvero bello conoscere di persona i fotografi, bere un bicchiere di vino o ballare con loro. Ti rendi conto che sono persone normalissime!

Alice: È vero, mi ha sempre colpito come si crei un ottimo rapporto tra i volontari, lo staff, i fotografi e la stampa, e che si vadano a creare tanti momenti di condivisione, e come i fotografi si rapportino con umiltà con noi.
Un’altra cosa meravigliosa è vedere i risultati del lavoro di squadra, vedere il festival prendere vita e pensarlo come una creatura nata dal lavoro di tutti. Lo si nota soprattutto durante le giornate inaugurali, guardando in faccia le persone che vengono a vedere il festival. Non va trascurato che il festival tratta dei temi fondamentali che ti permettono di conoscere o approfondire questioni del mondo d’oggi.

Laura: Per me è stata un’esperienza professionale importante, ma quello che mi è rimasto di più è il legame con le persone, persone che stimo molto, che tuttora sento e con le quali mi rivedo volentieri. È stato inaspettato e bellissimo, mi manca quel clima positivo che si respira!

 

Qual è il vostro ricordo più bello del festival?

Laura: Sono stata un mese e mezzo a Cortona, e di ricordi belli ne ho tanti, per non parlare degli aneddoti condivisi con il resto dello staff. Un posto speciale nel cuore va a quando si andava a fare la spesa insieme, mai d’accordo su nulla.

Marica: E non dici niente degli aperitivi a fine giornata, in piazza Signorelli? Sono momenti di convivialità in cui si costruiscono i rapporti con le altre persone. Siamo tutti stanchi ma…

Alice: Esausti ma soddisfatti! Ricordo il mio primo anno a Cortona, quando, dopo un mese di duro lavoro, abbiamo finalmente potuto staccare tutti assieme, e siamo andati a una festa in villa, dopo l’inaugurazione del festival.

 

Parlando di lavoro, qual è la vostra mansione preferita?

Alice: Sicuramente incorniciare le foto!

Marica: Anche per me, incorniciare le foto. Ti dà la possibilità di toccare con mano pezzi di storie incredibili, che poi vedrai appese alle pareti.

Alice: Ed è meraviglioso lavorare in una cornice suggestiva come la Fortezza del Girifalco.

Laura: Per me invece il lavoro più bello è l’ultimo tocco prima dell’inaugurazione, quando  controlli tutti i dettagli, metti in bolla le foto e fai gli ultimi aggiustamenti. Inizi a renderti conto di quello che hai creato nelle settimane precedenti e vedi prendere forma il tutto.

 

Qual è la mostra che vi ha colpito di più?

Alice: Per me rimane Alex Majoli, durante la prima edizione del festival. La mostra era allestita nella chiesa di Sant’Antonio, e le foto creavano un forte contrasto con la location, mi ha impressionato molto.

Marica: Mi è molto piaciuto il lavoro di Sandra Mehl. Ma la preferita resta Donna Ferrato, che seguo da anni, a cui l’anno scorso è stata dedicata una retrospettiva che tratta temi forti.

Laura: Io ho la fissa dei fotografi scandinavi quindi dico “Slash&Burn” di Terje Abusdal, l’anno scorso. Mi è piaciuto l’allestimento e il senso estetico di un lavoro che ho trovato molto forte.

 

A chi vi sentite di consigliare la partecipazione come volontario ad un festival come Cortona On The Move?

Laura: Ovviamente lo consiglio a chi vuole entrare nel mondo della fotografia, ma non solo: è una bella esperienza anche per chi ha voglia di socialità e vuole sentirsi parte di qualcosa di grande e bello. L’ultima persona a cui ho consigliato l’esperienza è stata mia cugina, laureata in scenografia, che vorrebbe fare pratica.

Marica: Io l’ho consigliato ai miei compagni di corso. Ho condiviso la mia esperienza, raccontando quanto è stata molto utile e positiva.

Alice: Io lo consiglio a tutti sempre a tutti. Cortona On The Move è accessibile a tutti, ti senti utile anche se non sei prettamente nel campo della fotografia o se non hai determinati requisiti. Quest’anno spero venga mio fratello; è un ragazzo che si impegna molto, quindi penso che potrebbe dare molto al festival, ma anche ricevere molto in cambio.

 

Grazie mille ragazze! Ci vediamo quest’anno?

Laura: Purtroppo quest’anno non ci sono a causa del lavoro, ma sarei tornata di corsa! Mi mancherà la soddisfazione di vedere il frutto del lavoro realizzato con una squadra con cui condividi tutto.

Alice:  Io sono tornata per sette edizioni proprio per quella soddisfazione! L’università, il lavoro e la vita di tutti i giorni si mettono in mezzo, ma in qualche modo riesco sempre a ritagliarmi qualche giorno per tornare. Lo faccio perchè è un’esperienza che mi dà tanto, sia dal punto di vista umano che da quello professionale.

Marica: Io ci sarò! Torno per rivedere le persone con le quali ho condiviso tutto l’anno scorso. Sono davvero curiosa di vedere le mostre di quest’anno e metterci mano. E poi mi manca Cortona, un posto magico dove ho lasciato un pezzo di cuore.

 

 

 

 

kublaiklan

kublaiklan

kublaiklan è un collettivo che realizza progetti curatoriali, educativi e di comunicazione in ambito fotografico. I membri (Rica Cerbarano, Francesco Colombelli, Laura Girasole, Aleksander Masseroli Mazurkiewicz e Marco Spinoni) si sono conosciuti nell'ambito del Festival internazionale di fotografia Cortona On The Move.