©Michael Ewert

Michael Ewert

I giardini selvatici della memoria - Tracce di una vetrina

A cura di Giulia Ticozzi

Osservatore attento e sensibile, dal 1979 Michael Ewert registra i cambiamenti di Cortona e della sua gente, dovuti al passaggio da paese contadino a zona di lusso e di turismo.

L’espediente narrativo è la vetrina, il simbolo del cambiamento che l’autore utilizza come metafora per criticare il capitalismo e la società dei consumi, responsabili di aver oscurato per sempre quegli specchi carichi di ricordi.

Nelle immagini della mostra curata da Giulia Ticozzi, vediamo gli ultimi idraulici, falegnami, armaioli, maniscalchi, fabbri, marmisti, artisti. Ewert non ha un intento nostalgico, ma vuole mostrarci le possibilità che c’erano e che potrebbero esserci ancora oggi, se solo attuassimo una piccola ribellione nel pensiero e nelle relazioni.

Michael Ewert (1947, Hohenstein, Germania) è laureato in filosofia, ed è agricoltore, artista, fotografo, scrittore e, saltuariamente, tassista. Vive tra Monaco di Baviera e Tecognano, sulle colline di Cortona, dove si occupa di un ettaro di terreno.

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