La creative director di Aperture ci consiglia cinque dei suoi photobook preferiti: fotolibri a cui ha lavorato, dummy e fotolibri di cui è semplicemente innamorata. Martin selezionerà il miglior dummy nell’edizione 2018 del nostro Photobook prize.
Ma per gli appassionati di photobook non finisce qui: quest’anno Cortona On The Move ospita la mostra del premio Paris Photo-Aperture Foundation PhotoBook Awards, esponendo i 35 fotolibri che si sono contraddistinti all’edizione di quest’anno.

 

Kazuma Obara: Silent Histories
Autoprodotto, 2014; Editorial RM, 2015

Per essere un dummy/fotolibro autoprodotto, è un lavoro molto ambizioso. Nel raccontare le storie di sei persone sopravvissute ai bombardamenti in Giappone durante la seconda guerra mondiale, Obara ha intessuto un arazzo di documenti, fotografie di famiglia e ufficiali, carte dell’epoca e fotografie scattate personalmente. Sorprendentemente, l’edizione pubblicata in seguito da Editorial RM riesce a riprodurre l’originale autoprodotto in maniera quasi totalmente fedele. Entrambe le edizioni richiedono un’osservazione attenta e accorta per unire tutti i puntini delle storie raccontate dal progetto.

 


Rinko Kawauchi: Halo
Aperture, 2017

 

Rinko Kawauchi: Ametsuchi
Aperture, 2013

 

Rinko Kawauchi: Illuminance
Aperture, 2011

Scelgo questi tre photobook assieme perchè è stato davvero un piacere lavorare con l’artista giapponese Rinko Kawauchi, e mi è davvero difficile selezionarne solo uno. Nella produzione di ciascun progetto si è scelto di aggiungere qualche elemento unico e sottile, per sottolineare la delicatezza del lavoro di Kawauchi. In Illuminance, progettato da Daniel Baer, si è scelto di optare per la particolare rilegatura in stile giapponese per mettere in luce l’interconnessione tra le singole immagini e l’importanza della sequenza come mezzo per capire il lavoro. In Ametsuchi, progettato da Hans Gremmen, l’uncut binding si è trasformato in qualcosa che abbiamo chiamato scherzosamente “rilegatura a manica di kimono”, in cui la parte superiore e laterale delle pagine non sono tagliate, permettendo al lettore di darci un’occhiata dentro e vedere le immagini stampate al contrario all’interno della pagina, dando il senso che oltre la superficie delle immagini ci sia anche un altro piano di significato. In Halo, sempre progettato da Gremmen, la scelta della carta e dell’inchiostro è finalizzata a massimizzare la sensazione di densità e accentuare sia la palette di colore scelta con meticolosa precisione che gli improvvisi bagliori di luce emanati dalle immagini. Il design di ogni volume è pensato in collaborazione col designer per creare una bellissima piattaforma che renda al meglio il meraviglioso lavoro di Kawauchi.

 

Stephen Shore: Selected Works, 1973-1981
Aperture, 2017

Questo volume è stato pubblicato l’anno scorso, in preparazione alla mostra di Stephen che si tiene in queste settimane al MoMA. Per molti anni, Stephen ha scandagliato il suo archivio di lavori per riscannerizzare e riscoprire immagini inedite scattate nei suoi viaggi, dalle quali è poi scaturito il lavoro Uncommon Place. Abbiamo più volte aggiunto immagini a quel photobook iconico, che è uscito per la volta nel 2004 ed è stato ripubblicato nel 2015. Seppure l’ultima edizione fosse intitolata Uncommon Places: The Complete Works, mi sono resa conto che c’era dell’altro materiale interessantissimo scattato durante quei road trip che era ancora da scoprire, e che non potevamo semplicemente continuare ad aggiungere altre immagini a The Complete Works. La questione era come riportare lo spettatore a quel periodo e inquadrare il lavoro in maniera tale da renderlo accessibile con uno sguardo fresco, e non come un semplice “altre fotografie da Uncommon Places” La soluzione è stata chiedere a 15 artisti, autori e curatori di effettuare una selezione di 10 immagini ciascuno, e per ogni selezione raccontare un percorso nell’opera. All’inizio avevamo più di 750 immagini. Stephen e io abbiamo ristretto la selezione a 400, e poi abbiamo passato la palla a ciascun contributore.
È una maniera meravigliosa di vedere l’opera con uno sguardo nuovo, e allo stesso tempo scatenare (spero) delle riflessioni su come ciascuno di noi avrebbe potuto editare la selezione, se ne avesse avuto la possibilità. Voi cosa avreste selezionato?

 

Lesley A. Martin è editrice del programma libri di Aperture e di The PhotoBook Review, il periodico cartaceo dedicato al discorso in evoluzione sul photobook.

kublaiklan

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kublaiklan è un collettivo che realizza progetti curatoriali, educativi e di comunicazione in ambito fotografico. I membri (Rica Cerbarano, Francesco Colombelli, Laura Girasole, Aleksander Masseroli Mazurkiewicz e Marco Spinoni) si sono conosciuti nell'ambito del Festival internazionale di fotografia Cortona On The Move.